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Anestesia del cane e del gatto

Autore: F. Corletto

Titolo: Anestesia del cane e del gatto (Prima edizione)

Tipo di pubblicazione: Libro, 148 pagine: 13 capitoli, indice del contenuto e indice analitico, acronimi, tavole sinottiche, letture consigliate. Numerose figure, fotografie b/n, schemi e tabelle. Dimensioni: 24 cm x 17 cm, copertina morbida.

Casa editrice: Poletto editore

Lingua: Italiano

Prezzo: 25,00 €

E’ uscito il primo manuale pratico italiano di anestesia del cane e del gatto: ci ha pensato Federico Corletto, diplomato al College Europeo di Anestesia Veterinaria (ECVA) che attualmente lavora come Clinical Anaesthetist a Newmarket (Gran Bretagna), a colmare un vuoto della bibliografia italiana che ormai perdurava dalla pubblicazione del manuale di anestesia veterinaria ad opera di Trucchi e Carlucci negli anni 80. Così grazie all’intraprendenza e lungimiranza della casa editrice Poletto anche l’anestesia veterinaria italiana ha finalmente un testo base valido e ricco di informazioni preziose: da oggi chiunque voglia imparare le basi dell’anestesia nel cane e nel gatto non deve più rivolgersi alla produzione bibliografica anglosassone (in lingua originale, o tradotta), con tutte le incongruenze del caso, ma ha disposizione un testo in italiano, scritto da un anestesista italiano e destinato ai colleghi che lavorano in Italia.

Il manuale di anestesia del cane e del gatto è pensato per essere un rapido, ma non superficiale, consulto per il libero professionista che deve occuparsi di anestesia , ma anche per lo studente di medicina veterinaria che si avvicina alla materia per la prima volta … Pur non essendo un trattato di anestesiologia, nella stesura del testo non sono stati trascurati argomenti, quali basi di fisiologia e farmacologia, che sono alla base dell’anestesiologia e non devono essere mai dimenticate.” Questo uno stralcio dalla prefazione al libro, scritta dell’autore stesso.

Il libro è composto da 148 pagine suddivise in 13 capitoli, tre appendici (acronimi, tavole sinottiche e letture consigliate) e un indice analitico con circa 600 voci. La presenza di numerosi disegni, fotografie b/n, schemi, tabelle e diagrammi rendono il testo molto chiaro e godibile, dando alla lettura un taglio pratico, cosa che indubbiamente in un manuale non guasta mai.

Capitolo 1 – Fisiologia, fisiopatologia ed anestesia (pag. 1-9) Nove pagine per spiegare i concetti base utili per “comprendere l’anestesia” possono sembrare poche, ma la lettura di queste “nove pagine” vi aprirà un mondo di cui forse nemmeno conoscevate l’esistenza. Un capitolo ricco di notizie e spunti di riflessione anche per chi “fa le anestesie” da anni, scritto con una semplicità ed una efficacia magistrali: l’ho riletto più volte, ed ogni volta la mia attenzione si è soffermata su nuovi particolari che mi erano sfuggiti. I rapporti tra pressione arteriosa, portata cardiaca e perfusione tissutale (e come questi rapporti vengano influenzati dai farmaci comunemente utilizzati in anestesia), la fisiologia del circolo polmonare, la fisiologia della conduzione cardiaca, i fattori che influenzano l’efficacia della “pompa cardiaca” diventano improvvisamente chiari e lineari dopo queste “sole 9 pagine”. L’analisi dei concetti di pressione e perfusione, oltre che dei principi che regolano il flusso all’interno dei vasi, completano l’excursus sul sistema cardiocircolatorio. Altro apparato trattato in dettaglio, ma sempre con semplicità e chiarezza disarmanti, è l’apparato respiratorio: regolazione centrale, volumi respiratori e loro distribuzione, scambi polmonari e meccanismi fisiologici di adattamento, azione degli anestetici e della ventilazione a pressione positiva gli argomenti trattati. Completano il capitolo alcune nozioni fondamentali, ma non sempre così ovvie, riguardo rene (perfusione, meccanismi protettivi, prostaglandine e FANS, ecc.) e sistema nervoso centrale (pressione di perfusione cerebrale, autoregolazione del flusso, ecc.).

Capitolo 2 – Anestesia inalatoria (pag. 10-32) Vengono trattati i gas e gli anestetici inalatori comunemente impiegati: ossigeno, aria medicale, alotano e isoflorano, ma anche protossido d’azoto, sevoflorane e desflorane. Viene preso in esame il concetto di MAC e dei suoi multipli, oltre alle caratteristiche fisico/chimiche dei vari alogenati: il tutto viene correlato alla pratica quotidiana e alle differenze tra impostazione del vaporizzatore e concentrazione di anestetico ottenuta nel sistema respiratorio paziente utilizzato. Ampio spazio è dedicato all’intubazione tracheale e ai materiali necessari (laringoscopio, tubi orotracheali, anestetici locali, ecc.) Vengono presi in esame, secondo la classificazione di Mapleson, i sistemi respiratori paziente dedicando ampio spazio alla spiegazione dei loro componenti costitutivi. Si parla anche di nasi artificiali, oltre ad un accenno ai sistemi VIC. Completa il capitolo un’accurata trattazione della ventilazione assistita, comprendente tra l’altro fisiologia e monitoraggio della ventilazione, come impostare la ventilazione e le caratteristiche da privilegiare nell’acquisto di un ventilatore.

Capitolo 3 – Monitoraggio durante l’anestesia (pag. 33-48) Elettrocardiografia: caratteristiche normali ed aritmie in anestesia. Pressione arteriosa: caratteristiche, significato fisiologico, metodi di misurazione (non invasiva ed invasiva), scelta del monitor e suo funzionamento. Capnografia: vengono esaminati il monitoraggio della CO2 e i meccanismi fisiologici che sottintendono la sua produzione ed eliminazione da parte dell’organismo, oltre alle caratteristiche dei vari sistemi paziente e come esse influenzano la End Tidal CO2. Pulsossimetria: qualità del segnale, sistema di lettura, attendibilità della misurazione e suo significato clinico vengono spiegati in dettaglio. Monitor di agente (alogenati): un accenno sintetico ma efficace su utilizzo ed utilità. Pressione venosa centrale: come misurarla “in casa”, come misurarla con un trasduttore e quali informazioni ci dà l’onda visualizzata sul monitor, perché monitorarla. Emogas: un’introduzione alla misurazione su sangue arterioso e al suo significato clinico, al di là dei soliti discorsi teorici ed avulsi dalla realtà clinica quotidiana. Temperatura: viene sottolineata l’importanza di prevenire l’ipotermia, oltre alle più comuni sedi di monitoraggio e ai meccanismi fisici-fisiologici coinvolti nella termodispersione.

Capitolo 4 – Sedazione e tranquillizzazione (pag. 49-54) … La natura dei pazienti rende spesso necessaria la somministrazione di sedativi o tranquillanti … Derivati fenotiazinici, alfa-2 agonisti e derivati benzodiazepinici vengono trattati con accuratezza fornendotutte le notizie di farmacocinetica e farmacodinamica utili ad un loro impiego sicuro e razionale. L’ultimo paragrafo dedicato all’arte della sedazione completa l’approccio logico alla sedazione dei nostri pazienti.

Capitolo 5 – Anestesia e stadi dell’anestesia (pag. 55-64) Una breve introduzione al concetto di anestesia, e alla sua evoluzione dagli albori ai giorni nostri, nonché la caratterizzazione degli stadi dell’anestesia seconda la definizione classica (etere), precedono la trattazione degli anestetici iniettabili a disposizione del veterinario: barbiturici, propofol, ketamina, tiletamina/zolazepam, etomidate, alfadolone/alfaxalone ed oppiodi vengono trattati in dettaglio. Interessanti gli accenni all’uso di ketamina a dosi sub-anestetiche e all’uso clinico del remifentanil, mentre non viene citato il sulfentanil (forse perché non disponibile nel Regno Unito).

Capitolo 6 – Valutazione del paziente (pag. 65-69) Un’intero capitolo è dedicato alla valutazione preoperatoria del paziente: viene sottolineata con forza l’importanza fondamentale di segnalamento e visita clinica nell’inquadramento del paziente in una classe di rischio. Viene altresì ampiamente dibattuto il tema delle indagini diagnostiche preoperatorie, esaminandone in modo lucido e razionale pro e contro alla luce delle evidenze scientifiche e della bibliografia internazionale. Dispiace che non si faccia alcun riferimento alle Linee Guida ISVRA sulla sicurezza in anestesia, della cui Task Force l’autore ha fatto parte firmandone il documento finale. Oltre a classificazione ASA e digiuno preoperatorio, ampio spazio viene dedicato all’importanza degli accessi venosi in corso di anestesia: preparazione della cute, anestesia locale (EMLA), materiali, esecuzione della procedura, complicanze possibili e linee centrali sono gli argomenti affrontati.

Capitolo 7 – Dolore ed analgesia (pag. 70-77) Il capitolo contiene una esauriente introduzione al concetto di dolore e alla sua fisiopatologia: vengono analizzati trasmissione degli stimoli, mediatori chimici coinvolti, modificazioni del sistema nervoso in seguito a stimoli dolorifici, ecc. Anche i concetti di wind up, iperalgesia secondaria e allodinia vengono spiegati con chiarezza e inquadrati nella pratica clinica quotidiana. Viene proposto anche un approccio logico alla terapia antalgica preoperatoria, individuando il ruolo di FANS, oppioidi, alfa-2 agonisti, ketamina e corticosterioidi. Completano il capitolo una paragrafo su FANS e COX selettività e un paragrafo dedicato agli oppioidi disponibili per il controllo del dolore chirurgico e non, comprese le formulazioni transdermiche a lento rilascio.

Capitolo 8 – Anestesie locoregionali (pag. 78-87) Dopo una breve introduzione su fibre nervose ed effetto degli anestetici locali su di esse, il capitolo prende in esame i vari tipi di anestesia locale possibili. Infiltrazione locale: qualche accenno a infiltrazioni vere e proprie, nebulizzazione, anestesia per contatto (creme e soluzioni). Anestesie regionali: tratta la deposizione perineurale di anestetico e comprende i blocchi della testa (nn. infraorbitale, mascellare, mandibolare), blocco digitale, blocco di Bier (Intra Venous Regional Anaesthesia o Anestesia Venosa Retrograda), blocco intercostale ed intrapleurico, anestesia del plesso brachiale. All’anestesia epidurale vengono dedicate 5 pagine, nelle quali vengono presi in esami i principi, le finalità, le indicazioni e le controindicazioni della tecnica, oltre ai farmaci utilizzabili e alla metodica d’esecuzione. Ampio spazio viene dedicato anche ai materiali, mentre l’anestesia spinale viene solamente nominata quando si parla di dosaggi e volumi delle soluzioni da iniettare (riduzione del 50 – 75 % della dose calcolata in caso di iniezione subaracnoidea): una piccola pecca per un capitolo che ha il pregio di parlare anche di catetere epidurale e analgesia epidurale a lungo termine.

Capitolo 9 – Bloccanti neuromuscolari (pag. 88-93) Si parla di agenti depolarizzanti e non depolarizzanti, e di indicazioni e monitoraggio del blocco neuromuscolare. Tutti concetti spiegati con chiarezza e semplicità, senza mai dimenticare utili riferimenti alla pratica clinica.

Capitolo 10 – Emergenze durante l’anestesia (pag. 94-104) Vengono affrontate con trattazione sistematica le emergenze possibili in corso di anestesia: diagnosi, prevenzione e trattamento di emergenze respiratorie, emergenze cardiovascolari, ipotermia ed ipertermia.

Capitolo 11 – Tipologie anestesiologiche particolari (pag. 105-131) “… In questo capitolo viene considerata in modo schematico l’anestesia di pazienti in particolari condizioni fisiologiche, affetti da alcune patologie o che devono essere sottoposti a speciali interventi diagnostici o chirurgici. Le principali complicazioni ed alcune precauzioni e suggerimenti saranno esposti …“ Questa l’introduzione dell’autore. Si parla di pazienti neonati e pediatrici, pazienti geriatrici, pazienti aggressivi e pazienti epilettici, oltre che di anestesia per procedure diagnostiche non invasive, chirurgia dei tessuti molli, per chirurgia ortopedica, chirurgia delle vie aeree, chirurgia maxillofacciale, chirurgia oftalmica, chirurgia toracica, chirurgia della colonna vertebrale e chirurgia addominale. Tra le condizioni particolari vengono trattati il paziente con trauma cranico, il paziente cardiopatico, il paziente insufficiente renale, la paziente gravida, il paziente traumatizzato ed il paziente con patologia endocrina (diabete mellito, ipotiroidismo, ipertiroidismo, iperadrenocorticismo, iperaldosteronismo, ipoadrenocorticismo, insulinoma).

Capitolo 12 – Fluidoterapia e medicina trasfusionale (pag. 132-140) Vengono trattate le basi della fluidoterapia: quali fluidi ed emoderivati utilizzare, quando utilizzarli e in quali pazienti. Tre pagine di medicina trasfusionale completano il capitolo.

Capitolo 13 – Tavole sinottiche (pag 141-144) Il capitolo contiene gli algoritmi della rianimazione cardiopolmonare, dell’ACLS, e del trattameno dell’ipotensione. Una tavola sinottica è dedicata alla scelta del sistema respiratorio prima di un’anestesia: come operare una scelta razionale in base alle caratteristiche del paziente, al tipo di anestesia prevista e ai materiali disponibili.

Una lettura interessante ma al tempo stesso agile per chi desidera fare propri i concetti cardine dell’anestesia, ma anche per chi vuole trovare spunti per ulteriori approfondimenti. Il libro sottolinea con semplicità disarmante l’importanza di alcuni capisaldi della pratica anestesiologica, ed introduce con naturalezza alcuni concetti fondamentali nell’approccio all’anestesia del cane del gatto che fino ad oggi molti libri “specialistici” avevano colpevolmente trascurato. Insomma un libro che a nostro avviso non può mancare nella biblioteca di un veterinario che si occupi di animali da compagnia.

 

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